M.D. numero 21, 7 giugno 2006

Editoriale
Solo pochi spiccioli nelle casse del Ssn

Migliorare le prestazioni, puntare al territorio come luogo di qualificazione e governo della spesa, scommettere
sui medici di famiglia come chiave di volta di un sistema mirato a risultati di salute concreti e verificabili. Questo il nucleo del programma elettorale dell’Unione sulla Sanità che il ministro incaricato Livia Turco è chiamata a trasformare in politiche per il Paese nei prossimi quattro anni. Eppure la clamorosa esperienza del servizio sanitario inglese, che raccontiamo in questo numero di M.D. (pag. 9), dimostra che è facile parlare di qualificazione del Ssn attraverso il territorio, ma per realizzare tale obiettivo occorrono ingenti risorse, soprattutto se si vogliono garantire non solo parole ma prestazioni all’altezza di sfide sanitarie come l’invecchiamento della popolazione e l’accessibilità. Non è una combinazione che il primo incontro istituzionale il ministro Turco l’abbia dovuto concedere al collega dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, chiamato a far tornare i conti e incaricato di somministrare cure di compatibilità da cavallo al sistema Italia, che ha dichiarato gravemente in crisi. Un “patto con le Regioni” è quanto ha proposto Livia Turco appena insediata, già abituata a barcamenarsi nella precedente legislatura della sua maggioranza con i ristretti budget destinati al welfare. Ma più che un patto ci vorrà un grande sforzo di disponibilità e creatività, visto che nel 2005 il sistema ha registrato un bel rosso da 4,3 miliardi di euro, che per il 2006 si quantifica un altro buco di 4-5 miliardi e che per il 2007 non si sa più nemmeno su quali volumi di finanziamento contare. L’ultimo atto di settore del Governo precedente prevedeva l’affiancamento di quei Governatori che non fossero riusciti a tenere a bada i propri conti e, a somme tirate, il commissariamento riguarderebbe quasi tutti: soltanto in due hanno presentato conti positivi: la Toscana, con un utile di 18,44 milioni e l’Umbria con un più 6,6 milioni e nove Regioni rischiano, come ultima istanza, il commissariamento. Il resto d’Italia è in deficit, anche se con la partenza delle manovre regionali qualche segno di emersione si è manifestato.
La sottostima del fondo sanitario nazionale, però, come ha evidenziato di recente la Corte dei Conti, ha riguardato soprattutto, proprio come in Inghilterra, contratti e convenzioni. Perché i medici prendono molto sul serio le esigenze di cambiamento, soprattutto quando si è disposti ad investire almeno un minimo su di loro.
Situazione imbarazzante, dato che la Convenzione per la medicina generale è scaduta al 31 dicembre dello scorso anno e che dunque si dovrebbe parlare di rinnovo proprio in queste settimane.
Ciò che è certo è che la medicina generale consente grandi risparmi, ma non miracoli e quindi sarà meglio avere le idee ben chiare su che cosa si possa effettivamente garantire a medici e pazienti, potendo contare solo su pochi spiccioli in cassa.